Aspetti floristici vegetazionali

a cura del PROF. FERDINANDO TAMMARO

Come si è già avuto modo di notare, il territorio della Valle dell'Aterno si caratterizza per una evidente molteplicità di situazioni ambientali che formano un paesaggio ricco e complesso: il corso fluviale, attivo in tutte le stagioni; il fondovalle, inciso a V e con pianure perifluviali più o meno esigue; i versanti, con querceti, coltivi, incolti, pascoli aridi, formazioni rocciose, piccoli ghiaioni e solchi impluviali. L'esposizione dei versanti, la differente acclività, la compattezza della vegetazione giocano un ruolo decisivo rispetto alla flora che appare molto differenziata e ricca di entità, adattate alle specifiche situazioni stazionali. Particolare interesse suscitano:

le piante rupicole

Ciccozzi Tammaro

Tra le più importanti e vistose entità strettamente rupicole (casmofite obbligate) si rinvengono la Campanula cavolinii ed la Aubrieta columnae, specie caratteristiche dell'associazione endemica dell'Italia centrale Campanulo cavolinii-Potentilletum caulescentis.

le piante di margine di bosco

 

Le aree aperte, al margine di boschi e cespugli, sono colonizzate da brachipodieti e da xerobrometi. Nella Media Valle dell'Aterno si rinviene, fino alle Gole di Raiano, la Viola eugeniae subsp.levieri, che vicaria la subsp. Eugeniae (comune nei pascoli montani) nei fondovalle delle conche interne abruzzesi ed è un ristretto endemismo della Provincia dell'Aquila. Nei terrazzamenti incolti o nei pascoli pietrosi esposti a Sud, tra Fontecchio e Beffi, cresce l'Andrachne telephioides, interessante Euforbiacea, relitto di periodi interglaciali caldo-aridi. E' da notare che la località menzionata è l'unica in Abruzzo ed una delle poche in Italia (Calabria, Sicilia) dove vive questa specie del Mediterraneo orientale e del vicino oriente.

le piante dei campi di grano

 

 

Nei campi di grano si rinvengono numerose piante segetali (che accompagnano le coltivazioni delle antiche graminacee, quali grano ed orzo). Oltre ai diffusi papaveri rossi (Papaver rhoeas), al fiordaliso (Centaurea cyanus), al ranuncolo arvense (Ranunculus arvensis), che evidenziano un'agricoltura senza diserbanti, si rinvengono anche piante alquanto rare per la Flora Italiana, quali il ceratocefalo (Ceratocephala falcata subsp.incurva) e l'adonide rosso (Adonis flammea). In questa zona si rinviene, meno frequentemente, anche l'endemica A.flammea subsp. cortina.

 

 

Foto di Andrachne telephioides presso Fontecchio (giugno 2003).

 

PRINCIPALI ECOSISTEMI

L'habitat di acqua dolce e dei saliceti spondali

Il fiume Aterno è l'elemento di maggior importanza paesaggistica del contesto, anche se, floristicamente, si mostra alquanto impoverito. Tra le caratteristiche piante dei fiumi è molto raro il Ranunculus aquatilis, indicatore di acque ossigenate, mentre sono più comuni le idrofite flottanti laminari di maggiori dimensioni (Potamogeton, Ceratophyllum,ecc), che evidenziano acque ricche di sostanze azotate per apporto organico. Mancano i canneti a cannuccia di palude (Phragmites australis) e sono molto rare le elofite di sponda (Carici,Thypha,Alisma,ecc).

Lungo le sponde è prevalente l'associazione Salicetum albae, molto impoverita floristicamente e, a tratti, Populetum albae, che si impianta nelle zone retrostanti al saliceto bianco, meno a contatto con l'acqua. Sporadici esemplari di ontano nero (Alnus glutinosa) testimoniano la presenza di boschi distrutti dall'uomo per far spazio ai coltivi retrospondali.

I saliceti perifluviali si insediano fra le ghiaie melmose, nei tratti più ampi del fiume, dove i ciottoli rimangono asciutti nelle stagioni di magra. Sono composti soprattutto da Salix purpurea (Salice purpureo), ma anche da Salix elaeagnos (Salice a foglie sottili); si rinvengono inoltre varie piante erbacee annuali, quasi sempre effimere in quanto spazzate via dalle piene, quali Bidens sp., Polygonum lapathifolium, Xanthium italicum,Cyperus sp., Polypogon viridis, Mentha aquatica, ecc.

Nelle migliori situazioni, nei saliceti si rinviene anche lo strato arbustivo, che evidenzia entità di ambienti degradati (rovi), o di boscaglie caducifoglie (vitalba, edera, biancospino). Nello strato erbaceo prevalgono invece le piante nitrofile, favorite dalle piene apportatrici di sostanze organiche, tra esse si rinvengono entità dell'associazione Balloto-Arctietum (Urtica dioica, Galium aparine, Lamium album, Ballota foetida, Arctium lappa).

Un tratto del fiume Aterno presso la stazione di Tione. Evidente la massiccia presenza sulle sponde della velenosa cicuta di Socrate(Conium maculatum). Nell'alveo densi ciuffi di muschi acquatici, che assicurano l'ossigenazione delle acque.

Notevole è la presenza della velenosa cicuta di Socrate (Conium maculatum) con individui giganteschi, favoriti dalla nitrofilia del suolo, che formano densi popolamenti. Vistosissime e pericolose colonie di tale pianta velenosa si rinvengono in prossimità del fiume presso Campana e la stazione di Beffi.

Dell'originaria vegetazione dei boschi spondali, ombrosi ed umidi, sono rimaste poche entità, quali Viola odorata, Arum italicum, Ranunculus ficaria. E'interessante sottolineare che esse compaiono nell'Aro italici-Alnetum glutinosae, associazione dei boschi umidi riparali con ontano nero (Alnus glutinosa), attualmente non più rinvenibile nel tratto esaminato.

Dentro l'alveo non si rinvengono esemplari di macrofite acquatiche flottanti (Potamogeton, Myriophyllum, ecc) e sono rari o assenti anche i cuscinetti di muschio. Anche al margine non si rinvengono le flottanti colonie di lenticchia d'acqua (Lemna minor).

In tutto tratto considerato, il fondo fluviale è ciottoloso e ricoperto di periphyton, una pellicola sottile mucillaginosa e viscida, composta di microrganismi che vivono aderenti al substrato (foglie, rametti, pietre,ecc); il periphyton comprende diatomee, batteri, protozoi, microfunghi, detrito organico ed inorganico e soprattutto alghe verdi filamentose fisse al substrato (bentoniche), appartenenti alla classe delle Coniugatae (con i generi Chladophora, Zygnema, ecc). Gli organismi possono avere dimensioni variabili da qualche micron a qualche cm. Il periphyton ha un ruolo molto importante poiché è la sorgente della produzione primaria in situ (essendo in ambiente di corrente il fitoplancton molto ridotto); la fauna invertebrata bentonica se ne serve quale alimento ed inoltre per alcuni animali costituisce il particolare microhabitat dei substrati sommersi. Vari fattori ambientali, quali velocità di corrente, nutrienti sospesi nell'acqua, luce, ombreggiamento, tipo di substrato del letto fluviale e inquinanti possono influenzarne la presenza e la consistenza.

La vegetazione di fondovalle ed i coltivi

Sezione Valle Aterno

Il fondovalle è caratterizzato da una pianura alluvionale, elevata di circa 2-3 m dal solco dell'Aterno, di ampiezza limitata (in media 200-300 m ). Il terreno, molto fertile, viene coltivato soprattutto a colture ortensi (pomodori, cavoli, melanzane, insalata, ecc), a medicai e a cereali. Anche i pendii meno acclivi sono assoggettati a coltura; i mucchi di sassi e i muri a secco denotano un antico spietramento. Numerosi sono i frutteti con noci, ciliegi, peschi, meli, peri, che non si presentano mai in forma intensiva, ma sono in consociazione con le coltivazioni erbacee. Sui terrazzamenti spesso sono presenti anche i vigneti.

L'aumento dell'incolto determina, più o meno ovunque, fenomeni di recupero della vegetazione arbustiva con rovi, prugnolo, rosa canina, ginepro, sambuco, ma anche con plantule di pino nero e di roverella.

 

 

Paesaggio agrario nei pressi di Tione

 

 


Fondovalle dell'Aterno( sullo sfondo l'abitato di Tione) con medicai.


Nel settore sottostante il Castello di Beffi il fiume Aterno si incanala tra piccole gole rupestri, in un ambiente di grande suggestione paesaggistica. Si osservano i pascoli aridi, un tempo coltivi, in fase di ricolonizzazione da parte del ginepro comune, che si espande anche i settori più impervi ricoprendoli lentamente con forme cespugliose, preparatrici per più dense coperture arboree.

 

 

L' habitat dei boschi e della macchia

I versanti sono ricoperti da boschi misti, che si presentano naturalisticamente meglio conservati sul lato destro, dispiegandosi ininterrottamente fino alla sommità delle creste.

Prevalgono i querceti termo-xerofili, soggetti a ceduazione, con esemplari di 6-7 m di altezza. Diffusissima la roverella (Quercus pubescens), ma sono frequenti anche il carpino nero (Ostrya carpinifolia), gli aceri (Acer campestre, Acer monspessulanus) e l'orniello (Fraxinus ornus).

Tra gli arbusti troviamo il nocciolo (Corylus avellana), il citiso sessilifoglio (Cytisus sessilifolius) e, nelle aree meno chiuse, il ginepro comune (Juniperus communis).

 

 

Versante destro della Valle dell'Aterno ne nei pressi di Beffi.

 

 

Il territorio racchiude importanti nti testimonianze di beni culturali e naturali. Dal Castello di Beffi si osserva l'antica torre di avvistamento circondata da querceti e ginepreti ed un paesaggio di boschi densi che si estendono fino all'orizzonte, chiuso da M.Sirente.

 

Tra le specie erbacee del sottobosco predomina il brachipodio selvatico (Brachypodium sylvaticum), i ciclamini (Cyclamen repandum), l'edera (Hedera helix) le violette (Viola alba subsp. dehnhardtii) e poche altre piante.

Il versante opposto si caratterizza per una minore copertura forestale del querceto. L'antico taglio ha determinato la prevalenza di aree colonizzate da pascoli aridi secondari (derivati dall'eliminazione delle originarie coperture forestali) del tipo xerobrometo, con pietre e roccia affiorante. Il nudo suolo in numerose aree è stato negli ultimi decenni rimboscato con Pino nero.

Dal punto di vista vegetazionale i querceti si inquadrano nel Quercion puscentis-petraeae, con l' associazioni Citiso sessilifolii-Quercetum pubescentis, una formazione vegetale che fa riferimento a querceti xerofili misti caducifogli, con caratteristiche di maggiore continentalità, rinvenibili nelle zone interne appenniniche abruzzesi.

Arbusteti a ginepro rosso e comune

Sul versante sinistro della vallata sono molto diffuse le formazioni di ginepro, che formano macchie arbustive alte fino a 3 m e di ridotta estensione, connesse a mosaico con i pascoli aridi. Nei settori prossimi al fondovalle prevale il ginepro rosso (Juniperus oxycedrus subsp. oxycedrus), in quelli a maggior altitudine, invece prevale il ginepro comune (Juniperus communis). I ginepreti si impiantano nei pascoli aridi (xerobrometi o brachipodieti) a substrato calcareo e con roccia affiorante, e sono in relazione dinamica verso i querceti, costituendo uno stadio di transizione che dagli incolti e dalle radure erbacee, porta all'affermarsi del bosco xerofilo. I ginepreti si rinvengono anche a contatto con altri cespugli (Rosa canina, Ligustro, Evonimo, Corniolo, ecc.).

Formazioni erbose naturali (xerobrometi)

I pascoli aridi abbondano nel versante sinistro e nei terrazzamenti incolti. Sono formazioni con dominanza di piante dall'aspetto graminoide, che conservano una elevata ricchezza floristica. Oltre al bromo eretto (Bromus erectus), sono numerose le graminacee quali le Festuche (Festuca circummediterranea ed altre dei gruppi F.rubra e Festuca gr. robustifolia), Phleum ambiguum, Dactylis glomerata, Koeleria splendens, ecc. e numerose labiate aromatiche (Teucrium chamaedrys,Thymus striatus, Sideritis italica, Satureja montana, Satureja alpina subsp.meridionalis, ecc) commiste ad altre entità quali Sanguisorba minor subsp.muricata, Cephalaria leucantha, Arabis hirsuta, Asparagus acutifolius, Asperula purpurea, Odontites serotina, Artemisia alba, Lactuca viminea,ecc.

In alcuni settori (Succiano, Roccapreturo) maggiormente assolati per esposizione, si rinvengono frammenti di vegetazioni parasteppiche con le caratteristiche Stipe piumose dell'Appennino (Stipa dasyvaginata subsp. Apenninicola, endemica dell'Appennino Centrale) o della stipa capillata (Stipa capillata). La loro presenza in dense e più o meno vaste formazioni, evidenzia habitat parasteppici con clima subcontinentale. Stipa capillata è infatti una interessante entità delle steppe dell'Europa Centro-meridionale, poco comune in Italia, diffusa solamente nelle valli continentali del Gran Sasso meridionale Aquilano e nelle valli interne alpine (Val Venosa, ecc).

Published on  November 28th, 2010