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Concorso progettazione “Ex mattatoio – L’Aquila”

21 novembre 2010

Inquadramento generale del progetto

L’ipotesi di progetto si fonda su due presupposti che strutturano l’organizzazione funzionale e l’immagine del complesso: creare un ambito polivalente e unitario, che mette in relazione tutte le attività previste, e una forte relazione con il contesto, ravvicinato e territoriale. Come un brano di città la nuova struttura è definita da una sommatoria di spazi urbani, in particolare rappresenta una sorta di galleria ottocentesca, che è ancora la tipologia più flessibile, su cui si innestano un sistema di scalinate, larghi e strade interne. Ne è derivato un sistema di spazi concatenati e messi in relazione dalla rampa ascendente, che parte dall’atrio e si conclude in alto nella caffetteria panoramica.

Motivazioni delle scelte progettuali

Nel rapporto con il contesto prossimo, più che una comunicazione vera e propria con l’ex mattatoio, il nuovo corpo edilizio trova una relazione astratta: sia attraverso un rapporto geometrico, di allineamenti planimetrici e di prospetto alla sagoma dell’esistente, sia attraverso un linguaggio asciutto che è affine all’ambito di archeologia industriale. Le facciate riprendono una parte della valenza materica presente nel vecchio edificio, in particolare la stratificazione di due pietre calcaree bianche e grigie dei cantonali.

Alla scala urbana e territoriale si confronta ponendosi come elemento di misura delle mura antiche e dei monumenti più significativi presenti nell’area della Rivera, rispetto al paesaggio geografico si pone in dialogo astratto: di cannocchiale percettivo della morfologia naturale e di schermo gigante ed esplicativo delle attività in corso, strumento di comunicazione multimediale o supporto per un’espressività artistica di carattere urbano. Segno forte e catalizzante la nuova struttura polivalente vuole proporsi come elemento capace di costituirsi come luogo significativo nella città e come figura, in un certo modo, spettacolare e di richiamo all’interno del tessuto. L’edificio, per un verso, riprende la concezione del Guggenheim Museum di Wright a New York – in cui la rampa espositiva si pone in continuità con i percorsi urbani – per altri fa riferimento al Centro Pompidou di Piano e Rogers a Parigi, nonchè a tutti i moderni spazi polifunzionali che ad esso si rifanno, in cui è rilevante la capacità di determinare meccanismi vari di conformazione e fruizione degli spazi. Ulteriori riferimenti paradigmatici della modernità architettonica sono la corbuseriana promenade architecturale e la Kunsthal a Rotterdam Rem Koolhaas che, come parte di una struttura urbana, crea un nuovo principio di identità al luogo e come oggetto opalescente definisce una sorta di lanterna magica che la sera diffonde suoni e immagini.

Si propone una soluzione che sovverte l’abituale esperienza visiva per consentire di organizzare iniziative ed eventi diversificati: di tipo tradizionale con mostre di quadri o sculture, incontri (convegni e seminari) o eventi di natura multimediale con proiezioni, azioni teatrali, happenings etc. L’articolazione risponde quindi alla moderna sensibilità artistica tendente a un’esperienza estetica integrale. Nella strutturazione abbiamo individuato ambiti baricentrici per cogliere in simultanea la compresenza delle parti, per intendere le interrelazioni fra le diverse attività specialistiche, accettando l’aleatorietà e la commistione di funzioni

In sintonia con la moderna ideazione di spazi espositivi, superando il concetto di semplice luogo di conservazione delle opere e della memoria, abbiamo ipotizzato uno spazio vocato alla valorizzazione interattiva e reciproca tra contenuto e contenitore; quest’ultimo di conseguenza si è arricchito di nuove finalità e significati simbolici. In sintesi abbiamo inteso la nuova struttura come un centro culturale pulsante, luogo emittente segnali e messaggi, spazio per la comunicazione dei vecchi e nuovi media.

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Descrizione tipologico-funzionale dell’intervento

L’interno, concepito in termini di massima flessibilità, è capace di istituire relazioni sempre nuove con quanto contiene, in forma stabile o temporanea. Grazie alle attuali tecnologie per la modificabilità degli spazi (piani scorrevoli o ribaltabili, solai che si innalzano e liberano altri piani conformati, elementi di complemento per sedute e/o supporti espositivi) si potrà conferirgli caratteri di volta in volta diversi, ampliare le relazioni polisensoriali e dare visibilità alle contaminazioni disciplinari che di volta in volta si possono prevedere. Le nuove ricerche figurative, infatti, evolvono costantemente, sono sempre più performative e richiedono che l’edificio non sia più un semplice contenitore per esposizioni, ma una struttura composita per le molteplici valenze sperimentali e funzionali: quindi anche ambiti pedagogici e di relazione (bookshop, caffetteria, laboratori didattici, mediateca). Anche lo spazio esterno dell’edificio è strutturato per accogliere interventi artistici (giardino per le sculture) e per esaltare questa valenza comunicativa di cui il citato il corpo aggettante sulle mura è, contemporaneamente, cannocchiale ottico che inquadra una porzione di vita “reale” e schermo gigante “virtuale” animato da un sistema di retro-proiezioni. L’incastro di due parallelepipedi ruotati e svuotati all’interno presenta una struttura a tunnel, in acciaio e cemento, prevalentemente cieche per poter esporre o proiettare senza disturbi visivi o rilessi. E’ un edificio da attraversare liberamente, con percorrenze non pianificate che definiscono una rete di connessioni dinamiche che incuriosisce fin dall’atrio invitando alla scoperta degli altri spazi in sequenza.

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Indicazioni sui materiali e tecnologie proposte

Solo alcune facciate sono interamente vetrate e bioclimaticamente schermate; queste ultime contengono un film fotosensibile e fototocromatico, che consente la riduzione dell’irraggiamento e contribuiscono al contenimento del fabbisogno energetico dell’edificio; inoltre, grazie a sistemi di retro-proiezione che proiettano il flusso luminoso direttamente sul trama della pellicola, rafforzano l’immagine caleidoscopica della galleria urbana. L’immagine architettonica si affida inoltre ai grandi lucernari che, con un’alternanza di pieni e vuoti, si sovrappongono alle facciate cieche per illuminare i vari livelli di gallerie e per scomporre il volume. I materiali previsti sono stati individuati con obiettivi di ordine architettonico-ambientale, di durata e semplicità di manutenzione. Sono quindi previsti materiali altamente affidabili e durevoli, ma nello stesso tempo capaci di convalidare l’immagine dell’edificio nei suoi caratteri generali e di dettaglio. I principi scientifici per il contenimento energetico ed il benessere sono stati applicati con una pluralità di soluzioni fino a costituire una idea-modello per l’espressione formale, dai camini di ventilazione longitudinali, all’uso di brise-soleil che consentono anche il recupero dell’energia solare. La strategia ambientale si basa sullo studio di un modello parametrico per analizzare e migliorare il rapporto tra forma, materiali e prestazioni ambientali. Lo spazio centrale sarà fortemente illuminato e aerato da un grande lucernaio zenitale, schermato a meridione. Il controllo ambientale sarà coordinato da un sistema di aperture dedicate (per la ventilazione e contro-ventilazione) sulle pareti laterali, sul tetto e sull’intradosso del solaio di calpestio.

Si è previsto di utilizzare soluzioni di riscaldamento/raffrescamento con serpentine a pavimento, che garantiscano una elevata efficienza negli spazi pubblici e nei luoghi dove non è prevista la possibilità di controllo diretto della temperatura da parte degli utenti. La sinergia fra riscaldamento con serpentine e ventilazione naturale determina condizioni positive, già sperimentate in casi analoghi.

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