anteprima domus area

Messa in sicurezza della Domus Aurea

19 novembre 2008

PREMESSA

Il progetto, all’interno di un corretto ed aggiornato approccio alle problematiche del restauro nei contesti    archeologici, consente di attuare il processo di conservazione e consolidamento delle strutture richiesto dal Bando ed insieme consente la valorizzazione complessiva dell’area.

La  prima parte degli interventi affronta le principali cause di deterioramento indicate negli specifici studi e nelle relazioni allegate al Bando. Il progetto è stato sviluppato sulla base degli obiettivi e delle  strategie atte a risolvere le problematiche di degrado  legate a:

  1. presenza dell’acqua
  2. vegetazione
  3. dissesti delle strutture edilizie
  4. geometria dei terreni
  5. presenza antropica, sia all’interno della Domus Aurea sia nel parco sovrastante.

Il presente progetto, come richiesto per l’appalto, prevede:

  • la redazione del progetto definitivo riferito all’intera estensione della Domus Aurea
  • la redazione del progetto esecutivo riferito al solo primo comparto
  • la redazione del progetto definitivo della sistemazione dell’area del Parco di Traiano corrispondente all’intera estensione della Domus Aurea e l’esecuzione del giardino riferito al solo primo comparto (il resto del parco sarà a prato con raccordi alla parte completata, in modo da poter garantire un assetto omogeneo del Parco stesso).
  • le opere di consolidamento strutturale (relative al solo primo comparto)
  • le opere di protezione dalle infiltrazioni delle acque meteoriche.
  • la progettazione e realizzazione delle opere provvisionali atte a garantire la sicurezza del cantiere e la relativa perimetrazione, la protezione dell’area di scavo nonchè ogni intervento atto a limitare l’incidenza dei fattori di rischio per eventi atmosferici e ridurre le variazioni del microclima interno.

IPOTESI DI INTERVENTO

Schermata 2013-06-19 alle 11.35.20L’intervento di messa in sicurezza comprende il consolidamento delle strutture murarie e la protezione dall’infiltrazione delle acque meteoriche degli ambienti della Domus Aurea, ai quali sono sovrapposti parte dei resti del piano superiore della Residenza Neroniana e delle Terme di Traiano. Si interverrà principalmente sullo strato di terra di spessore pari a circa 3,00 m.

Il rinterro, come rilevato negli studi menzionati, contribuisce alla stabilizzazione microclimatica ed igrometrica della Domus Aurea ma, contemporaneamente, “la sua elevata permeabilità consente alle acque piovane di spingersi verso il basso e di raggiungere le sale sottostanti, con gravi conseguenze per le strutture e per le decorazioni parietali. Dove la conformazione superficiale del “masso traianeo” favorisce accumuli d’acqua, si hanno percolazioni molto consistenti.” I vari interventi succedutesi nel tempo per intercettare le infiltrazioni d’acqua meteorica, ricorrendo a tecnologie diverse, non hanno risolto il problema che, è evidente, non può risolversi del tutto con l’impermeabilizzazione asfaltica e/o bentonitica,  sia per i problemi di percolazione localizzati nelle aree di confine tra una fascia di intervento e la successiva, sia per la mancanza di un supporto rigido ed omogeneo per l’impermeabilizzazione che, nel tempo, crea lacerazioni e punti di discontinuità.

Schermata 2013-06-19 alle 11.35.31Inoltre si è verificato  che la ”via preferenziale per le infiltrazioni d’acqua sono i pozzi di luce e/o d’aerazione, dislocati in modo eterogeneo sull’intera estensione della Domus Aurea”. I lucernai  inoltre sono posizionati sul “masso traianeo”, dove si creano invasi in cui si raccoglie l’acqua, per cui le murature dei pozzi diventano ambiti sensibili, proprio nella zona d’appoggio.

Per risolvere definitivamente il problema delle infiltrazioni d’acqua è necessario creare un piano di appoggio stabile e il più possibile unitario, con piani di scorrimento dei fluidi a pendenza accentuata e una idonea rete di raccolta e drenaggio di margine. La soluzione ottimale sarebbe una soletta armata e impermeabilizzata, ma ciò è ovviamente incompatibile con la logica degli interventi archeologici e la necessità di successivi scavi di studio.

Schermata 2013-06-19 alle 11.35.39Si è ipotizzato, pertanto, di attuare una soluzione che contemperi tutte le esigenze tecniche, funzionali e scientifiche connaturate con il sito archeologico. Proponiamo di creare un piano di appoggio strutturalmente stabile e unitario, sostanzialmente coincidente con l’attuale piano di campagna, che rappresenta il miglior supporto per il manto impermeabile consentendo, allo stesso tempo, la massima flessibilità di analisi scientifica e di intervento in ogni fase. Il piano, strutturato su travi in acciaio poggiate su piedritti e basi puntiformi, offre una potenzialità di movimento eccellente;  la  nuova “copertura “  sarà perfettamente idonea a consentire tutte le lavorazioni di scavo, quindi, è ottimale per proteggere le stesse e ogni parte di cantiere sottostante  dalle infiltrazioni metereologiche e dalle escursioni termiche. In particolare si propone di realizzare un intervento di carattere provvisionale nell’area di cantiere che per struttura, configurazione degli elementi e tipo di materiali può diventare stabile. Allo stesso tempo è, all’occorrenza, totalmente modificabile e rimovibile con normali procedure di montaggio/smontaggio, con pochi operai e semplici attrezzature di cantiere.

Schermata 2013-06-19 alle 11.35.47Si è previsto, in sintesi, di sostituire lo stato di terreno di riporto con un volume ipogeo, alto quanto  lo strato di terreno stesso, realizzato con strutture leggere e ipotizzato sia come “strato tecnico”, sia come un vero e proprio laboratorio scientifico. Ciò consente di per poter effettuare in tutta sicurezza ogni tipo di indagine che, durante i lavori del presente appalto e/o successivamente nel tempo, la Sovrintendenza potrebbe aver necessità di ipotizzare e di attuare: dall’approfondimento dello scavo archeologico a qualsiasi tipo di rilevazione specifica, per analisi microambientali (anche con fasi temporali lunghe e modalità approfondite), da campagne di  documentazione fotografica ad ulteriori interventi di consolidamento. Il modello proposto consente una funzione ulteriore  legate all’attività dello scavo archeologico: la sottrazione di terra porta alla luce il materiale archeologico e svela il museo. Quest’ultimo è da intendersi non solo come allestimento dello stato finale , ma soprattutto come cantiere attivo, in cui sia possibile la visione dei processi e dei metodi. Un modello educativo più che contemplativo, fortemente favorito dalla possibilità di far operare gli addetti e gli utenti in un contesto chiuso e bioclimaticamente controllato.

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Il laboratorio archeologico potrà durare negli anni avendo una enorme superficie a disposizione per catalogare e studiare i reperti e, qualora si ritenesse interessante mostrarli agli studiosi e/o al pubblico, potrebbe costituire la base per uno straordinario museo archeologico della Domus Aurea e delle Terme di Traiano. L’intero vano  avrà una totale percorribilità funzionale e potrà avere altezze diverse a seconda delle quote archeologiche, inoltre sarà illuminato ed aerato con lucernai zenitali, ben inseriti nel disegno del parco sovrastante.

Riguardo agli stessi pozzi di luce della Domus Aurea, con questa soluzione la Sovrintendenza sarà libera di decidere, subito e/o in qualsiasi momento futuro, se tenere aperti o chiusi i varchi. Infatti le bocche di lupo neroniane potrebbero essere lasciate in comunicazione con il piano sovrastante, con illuminazione propria, ed avere di conseguenza illuminazione indiretta nei vani sottostanti senza gli attuali rischi di infiltrazione d’acqua.

I varchi possono essere richiusi  per ricostruire le volte originarie e/o per necessità microambientali. In questa fase il progetto prevede la demolizione integrale delle murature costituenti i pozzi di luce, con l’eccezione di quelle del grande lucernaio ottagonale e del vano ipogeo esistente. Questi due ambiti saranno connessi e integrati  con  il  laboratorio archeologico. Lo spazio ottagonale, grazie a un nuovo lucernaio in struttura metallica e vetrate selettive (descritte in altro capitolo), avrà un forte rilievo percettivo. All’interno potrà essere utilizzato anche come supporto per eventuali  interventi di tipo scenografico e per consentire di ricostruire gli effetti spaziali originari con immagini virtuali. All’esterno come supporto per  interventi di tipo didattico-scientifico.

Il locale ipogeo esistente, che verrà dotato di un nuovo lucernaio e di una rampa di accesso, farà sistema con i nuovi spazi e potrà fungere da ambito di supporto o da atrio per accedere al laboratorio archeologico.

La Domus Aurea, come noto, aveva un’estensione superiore rispetto a quella oggi documentata, pertanto in futuro è ipotizzabile un’estensione degli scavi con rinvenimento dei resti archeologici sul Colle Oppio. Il progetto, essendo modulare e prefabbricato, con elementi solo imbullonati, consente una facile trasformazione del laboratorio ipogeo, con rimozioni e integrazioni di parti strutturali, modificazione dell’altezza e giacitura del piedritto, allargamento o riduzione degli orizzontamenti .

Con questa ipotesi di intervento  l’impermeabilizzazione potrà essere posizionata su un supporto unitario e senza alcuna irregolarità, con piani di scorrimento razionali e capaci di ripartire convenientemente i flussi. Il manto impermeabilizzante, posizionato sul getto magro con argilla espansa, sarà costituita da una convenzionale guaina rinforzata a doppio spessore e autoprotetta, che garantisce efficienza per decenni senza i rischi connaturati con le soluzioni bentonitiche, nate per esigenze completamente diverse. Inoltre in futuro, in caso di manutenzioni  e/o integrazioni, si potrà intervenire sulla guaina con estrema semplicità come in un normale tetto giardino, asportando semplicemente lo strato di terra ed argilla espansa (60 cm).

Per garantire la necessaria tenuta, nella fase corrispondente al primo lotto oggetto della presente gara, l’impermeabilizzazione sarà raccordata a perfetta regola d’arte con quelle di margine esistenti, in particolare si salderà con quella presente in corrispondenza della III galleria traianea tramite l’ampio canale di raccolta perimetrale (largo 1,00 m), che è totalmente impermeabilizzato e si sottopone allo strato di bentonite.

VANTAGGI DELLA SOLUZIONE PROPOSTA

I benefici complessivi della soluzione proposta sono, dunque, tanti e facilmente intuibili.

  • Il primo vantaggio riguarda la possibilità di intercettare integralmente l’acqua meteorica e di convogliarla nella rete fognante ad una quota più alta e con maggiori pendenze,  evitando inoltre tutte le infiltrazioni nell’area d’intervento: sia quella verticale diretta sia quella interstiziale  nelle fascie di margine che può essere a sua volta raccolta e convogliata anche a quote più basse.
  • Il secondo vantaggio, eliminando defintivamente il carico di circa tre metri di terra (che,  imbibendosi con la pioggia, aumenta ulteriormente di peso), riguarda  il forte alleggerimento ponderale sulle volte della Domus Aurea e delle sostruzioni delle Terme di Traiano, con beneficio immediato anche prima del consolidamento delle volte stesse.
  • Il terzo vantaggio riguarda la possibilità di mettere in sicurezza subito il complesso. Gli elementi leggeri e modulari, prefabbricati in stabilimento (sia le strutture principali, sia quelle secondarie) possono essere installati in tempi brevissimi e con piccoli mezzi meccanici,  riducendo al massimo ogni genere di rischio.
  • Il quarto vantaggio riguarda il consistente aumento di coibentazione termica. L’intero intervento composto da vari strati isolanti (terreno vegetale, argilla espansa in granuli da 40 cm, cretonato magro con argilla espansa da 20 cm) creano una barriera termica infinitamente più elevata di quella attuale; inoltre il vuoto d’aria di un intero piano contribuisce fortemente alla stabilizzazione microclimatica ed igrometrica della Domus Aurea. Infine, essendo presenti un gran numero di camini di aerazione, tutti con alette apribili/chiudibili, si può ottenere una ventilazione idonea e una temperatura controllata del laboratorio archeologico. Lo stesso piano  ipogeo può ospitare eventuali apparecchiature per la deumidificazione degli spazi sottostanti.
  • Il quinto vantaggio riguarda la semplificazione nella modalità di installazione delle strutture portanti e di adattamento delle stesse, in fase di cantiere, per adeguarsi alle possibili diverse quote e/o giaciture di elementi archeologici significativi. Successivamente, grazie alla logica dei piedritti estensibili e del margine strutturale, si potranno effettuare ulteriori scavi, all’occorrenza eliminando temporaneamente un appoggio per volta.Si precisa che la struttura è tre volte sovrabbondante:
    1. perché calcolata per sovraccarichi per “folla compatta” e “carico della neve”, entrambi improbabili contemporaneamente.
    2. il disegno del verde prevede la maggior parte delle superfici con essenze tappezzanti non praticabili.
    3. gli elementi strutturali sono sovradimensionati proprio per poter aumentare l’interdistanza degli appoggi lungo l’asse della trave principale. E’ possibile, inoltre, ruotare i campi strutturali (con le travi principali nel senso ortogonale)  e ottenere ulteriori elementi di flessibilità.
  • Il sesto vantaggio riguarda i tempi di realizzazione delle impermeabilizzazioni, che inizieranno subito dopo aver effettuato lo scavo meccanico ed elevato la struttura metallica (pertanto indipendentemente dallo scavo archeologico) e anche durante i lavori di consolidamento delle strutture murarie della Domus Aurea. Anche le sistemazioni esterne possono essere eseguite meglio e completate prima, perché i lavori possono eseguirsi in contemporanea con gli altri, soprattutto scegliendo il giusto periodo dell’anno per gli interventi vegetazionali.
  • Il settimo vantaggio, rispetto ad una impermeabilizzazione bentonitica, riguarda il fatto che nelle sub aree la terra rimossa verrà portata in altro luogo e non sovrapposta al terreno degli ambiti circostanti . Anche se ciò avviene temporaneamente (ma sicuramente almeno per diversi mesi per consentire gli approfondimenti archeologici e la stesura dello strato impermeabilizzante), il trasferimento di terra, quindi, non va a gravare ulteriormente sulle strutture sottostanti.
  • L’ottavo vantaggio riguarda il fatto che l’area a verde sovrastante diventerà un giardino pensile, dove non potranno essere piantate essenze arboree, né potranno crescere spontaneamente arbusti ed alberi infestanti, come spesso accade nei parchi pubblici e che in questo contesto hanno creato seri problemi di infiltrazioni e strutturali.
  • Il nono vantaggio riguarda il fatto che nell’area di cantiere, già nella fase iniziale dopo l’elevazione della struttura metallica, potranno essere svolte in contemporanea più attività e categorie di lavori, dalle sistemazioni esterne ai consolidamenti delle volte e dei muri della Domus Aurea dall’interno e dall’estradosso.
  • Il decimo vantaggio riguarda la possibilità di effettuare l’attività di ricerca e catalogazione dei reperti archeologici in piena sicurezza, anche con strumentazioni di precisione e delicate. Infine, in considerazione della grande quantità di reperti provenienti dallo svuotamento delle sostruzioni traianee, si potrà qui destinare ampi spazi per il loro deposito.

DESCRIZIONE SINTETICA DEGLI ELEMENTI STRUTTURALI

Le strutture verticali saranno formate da elementi puntiformi, piedritti a due aste composte  geometricamente a V (variabili nell’angolazione di apertura) per connettersi in maniera flessibile e differenziata agli orizzontamenti. Gli stessi sono costituiti da travi in acciaio e pannelli a forte spessore (0,88 mm) di lamiera grecata autoportante e per grandi luci. I canali sono saturati con getto magro e argilla espansa coibentante, facilmente  rimovibile, per creare un piano di posa omogeneo. Nell’estradosso verrà realizzato il manto di copertura impermeabilizzante, cui si sovrapporrà uno strato di argilla espansa in granuli (40 cm) e uno di terreno vegetale (20cm) per ricostruire il giardino superiore.

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Le strutture verticali saranno di tipo leggero (tubolari cavi e piastre di acciaio, come può evincersi dagli elaborati di progetto), studiate in modo che la sommatoria dei pesi della struttura e dei sovraccarichi che si trasferisce in modo puntiforme sui maschi murari sottostanti sia di gran lunga inferiore al precedente peso del terreno e dei sovraccarichi attuali. Inoltre il piano del giardino pensile sarà lievemente rialzato rispetto alla quota attuale (si allinea all’estradosso del volume ipogeo esistente) anche per impedire che diventi un piano carrabile, come oggi purtroppo accade. La conformazione dei piedritti a compasso rovesciato consente agli appoggi di potersi adattare geometricamente a diverse altezze del piano di posa. Questo ultimo, nelle diverse fasi d’intervento o nei singoli ambiti, potrà essere costituito sia dal semplice terreno scavato, sia dall’estradosso del “masso traianeo” o dall’estradosso della Domus Aurea. Per risolvere le diverse condizioni di appoggio, in tutti i casi il plinto in c.a. alleggerito (diametro 120 cm) poggerà su un cuscinetto costituito da una stratificazione di materiali diversi (telo di PVC, ghiaietto fine, sabbia). La giacitura dei plinti sarà sempre in corrispondenza delle murature sottostanti e preferibilmente negli incroci murari.

ORGANIZZAZIONE DELL’AREA DI CANTIERE

Il cantiere di lavoro sarà completamente organizzato sulla superficie del Parco di Traiano, limitatamente all’area interessata dall’intervento, con le seguenti opere provvisionali e con gli  elementi di servizio, allestiti come previsto dalle norme vigenti che regolano l’attività nei cantieri edili:

  • recinzione dell’intera area, corrispondente al lotto del primo comparto di intervento, con recinzione fissa sin dall’avvio dei lavori. Al momento della sistemazione superficiale del resto del Parco, non compreso nel 1° lotto, si realizzerà un’estensione temporanea della recinzione con ulteriori pannelli.
  • struttura di protezione temporanea a tunnel, con chiusura laterale della struttura, in grado di riparare le aree di scavo dall’azione diretta degli agenti atmosferici e di garantire una buona stabilità microclimatica nel monumento.
  • Area di carico/scarico dei materiali, pista di movimentazione dei mezzi, baracche di cantiere per servizi igienici, ufficio della D.L, spogliatoi, mensa etc.

L’intervento all’interno dei vani della Domus Aurea verrà limitato all’indispensabile e comunque con predisposizione di cantieri temporanei debitamente recintati e segnalati. Per velocizzare al massimo le attività interne verranno utilizzati prevalentemente piccoli mezzi di lavoro ( piattaforma aerea telescopica con cestello di sicurezza), soprattutto nei punti più alti.

DESCRIZIONE SINTETICA DELLE FASI E DELLE MODALITÀ DI ESECUZIONE

Dopo aver recintato e predisposto il cantiere si procederà a posizionare il tunnel protettivo, mobile ed estensibile, e a effettuare lo scavo con mezzo meccanico leggero fino alle quote consentite, creando un piano livellato. Le singole aree di scavo saranno più limitate di quanto consentito dal disciplinare di Gara, per poter garantire un miglior controllo delle condizioni microclimatiche. Il primo comparto sarà articolato in 3/4 lotti: A1, A2-A3 e A4 (riferibili alle indicazioni contenute nella tav. n. 1a cura dell’ing. Paolo Iannelli).

Sempre sotto la protezione del tunnel si attuerà la disposizione con mezzi meccanici leggeri dei plinti conici sulla piano livellato (con interposizione di un telo di PVC pesante, ghiaia fine e sabbia), posti sulla maglia geometrica corrispondente ai maschi murari della Domus Aurea.

Seguirà l’inserimento delle aste a compasso (all’inizio con sezione aperta), il posizionamento delle travi principali e degli arcarecci con controventi, infine l’imbullonamento delle lamiere grecate autoportanti.  Già in questa fase, grazie a raccordi e canali provvisori, l’area di intervento sarà protetta dalle acque meteoriche  e dagli sbalzi di temperatura, in quanto lo strato di terra di 60cm sovrastante il masso traianeo non è stato eliminato e il vano vuoto sovrastante  collabora fortemente nella coibentazione. L’intera nuova struttura, in attesa di poter realizzare l’impermeabilizzazione,  sarà protetta con telo di PVC pesante che richiude anche i fianchi.

Mentre si getterà il cretonato alleggerito si potrà dare inizio alla seconda fase di scavo. Con questa logica e considerando che tutti gli elementi saranno prefabbricati in stabilimento, in breve tempo potrà essere completata la struttura e la raccolta drenante perimetrale.

Da questo momento, ed in sicurezza, potrà iniziare lo scavo archeologico propedeutico per i consolidamenti delle volte della Domus Aurea che si effettueranno dall’estradosso (nei tratti con affreschi).

Man mano che nascerà l’esigenza, si procederà allo scavo a mano e, di volta in volta, ad abbassare il plinto variando l’angolazione delle aste e/o spostando l’appoggio lungo l’asse della trave principale.

Contemporaneamente si potrà procedere alla predisposizione del piano verde, al posizionamento degli elementi di arredo esterno e degli impianti del giardino sovrastante.

INTERVENTI DI IMPERMEABILIZZAZIONE

Il progetto del 1° lotto prevede la realizzazione di una superficie unitaria riguardante l’intera area, con la sola esclusione dell’ottagono, che avrà un nuovo lucernaio esteso a tutta la figura geometrica. Si è previsto di creare un displuvio unitario e due canali di raccolta longitudinali, connessi con la rete fognante esistente tramite pozzetti sifonati. I canali sono dimensionati sulla scorta dei possibili apporti dell’intero ambito del Parco.

Il manto impermeabile sarà costituito da membrana prefabbricata autoprotetta. Si è scelto di utilizzare una membrana plastomerica realizzata secondo gli standard qualitativamente molto elevati della tecnologia NAT, altamente flessibile e che consente un controllo dell’invecchiamento della matrice polimerica. La guaina bitumosa, modificata con Polipropilene, sarà rinforzata da un’armatura di T.N.T. di Poliestere a filo continuo. A protezione della  membrana prefabbricata verrà posizionato uno strato antiradice, uno di T.N.T. e una “stuoia” filtrante a rotoli,  per garantire lo scorrimento e  la tenuta dell’argilla espansa, nonché di trattenere una piccola quantità di acqua utile per le essenze vegetali senza necessità di continui innaffiamenti. ( Si vedano le specifiche schede allegate)

Considerando la portata pluviale dell’area di circa 16.000 mq. per piogge di grande intensità (160 mm/h) e durata mediamente lunga nella massima intensità (t. 0,25 h) si ottiene arrotondando un afflusso meteorico di 0,45 mc/(sec x ha) e  quindi una portata pluviale Qp=0,6 mc/s, facilmente smaltibile con un solo tubo DN 100. Essendo stati previsti 5 condotti, l’impianto è chiaramente sovrabbondante rispetto alle reali esigenze dell’area.

Per allontanare l’acqua intercettata sono stati tenuti in considerazione i dati forniti dall’Amministrazione comunale. Pertanto il dimensionamento dei condotti soddisfa la formula di calcolo per le Portate Zenitali contenuta nei Criteri del Comune di Roma. I collettori principali (sezione 100 cm), dimensionati per raccogliere convenientemente  ed evacuare in tempi  rapidi le acque meteoriche nella rete comunale esistente, avranno pendenza non inferiore allo 0,5%; la stessa pendenza è stato prevista per la rete secondaria preposta a raccogliere le acque drenate dalle singole aree e a convogliate nei collettori principali. La quota minima d’imposta dell’impermeabilizzazione sarà mantenuta almeno  a 0,40 ml sopra a quella del “masso traianeo”

INTERVENTI STRUTTURALI

Come evidenziato dalle analisi curate dello Studio Croci & Associati, nelle strutture murarie della Domus Aurea sono rilevabili situazioni di dissesto, solo parzialmente risolte nel corso degli anni. Tale situazione, oltre che connessa con la presenza di infiltrazioni idriche, deriva da una concatenazione di cause.

Verranno pertanto seguite tutte le soluzioni di consolidamento e le metodiche di intervento indicate dallo Studio Croci & Associati,  sintetizzate nella tav. P 12. 

Saranno eseguiti l’integrazione delle lacune murarie, la risarcitura delle lesioni, l’ntegrazione della cortina laterizia, la rimozione di tamponamenti e/o revisione dei sistemi di chiusura delle bucature presenti nelle volte, le integrazioni delle mancanze nelle volte, le iniezioni non armate sulle volte, l’ntegrazione dei vuoti sulle piattabande, il consolidamento delle piattabande mediante martinetti piatti, il consolidamento delle piattabande mediante cuciture armate, il consolidamento degli elementi strutturali presso-inflessi mediante cuciture armate, l’ntegrazione dei vani dei discendenti ( Si vedano le specifiche schede allegate).

NUOVO LUCERNAIO DELLA SALA OTTAGONA

La struttura della nuova copertura sarà a montanti e traversi formanti una piramide a base ottagonale, nell’estradosso verrà realizzata una struttura di supporto dei brise-soleil, in alluminio orientati sull’asse est-ovest, e di recinzione perimetrale ipotizzata come supporto per pannelli didattico-scientifici.

I profili metallici saranno estrusi in lega primaria di alluminio EN AW-6060.
Il trattamento superficiale sarà realizzato presso impianti omologati secondo le direttive tecniche del marchio di qualità Qualicoat per la verniciatura e Qualanod per l’ossidazione anodica. Inoltre la verniciatura avrà le proprietà previste dalla norma UNI 9983, mentre l’ossidazione anodica quelle previste dalla UNI 10681. La struttura portante sarà realizzata a montanti e traversi, della serie SCHÜCO FW 50+. La scelta della profondità del montante in conformità al calcolo statico è di 85 mm, la larghezza sarà di 50 mm.

Per la scelta del traverso si utilizzerà il profilo con profondità di 85 mm con la complanarità all’interno del profilo montante.

L’interruzione del ponte termico fra la parte strutturale interna e le copertine di chiusura esterne sarà realizzata mediante l’interposizione di un listello estruso di materiale sintetico termicamente isolante, di dimensione adeguata allo spessore delle lastre di tamponamento o dei telai delle parti apribili.

Il valore di trasmittanza termica della struttura in alluminio Uf calcolato secondo la UNI EN ISO 10077-2 o verificato in laboratorio secondo la UNI EN ISO 12412-2  sarà di 1,6 ÷ 1,8 W/m² °K  con sigillatura esterna.

SINTESI DELLA PROPOSTA DI PROGETTO DEL PARCO

La proposta progettuale nel suo complesso (di cui in questa fase si realizzeranno solo gli interventi previsti nell’ambito sovrastante la Sala Ottagona) si pone l’obiettivo di valorizzare le elevate potenzialità strategiche dell’intero complesso archeologico della Domus Aurea e delle Terme di Traiano, inserite nell’ambito urbano del Colle Oppio.

In termini architettonici si è previsto di variare lievemente l’altimetria del suolo, ora innalzando il livello in modo da raccordarsi con la fascia a monte e allinearsi all’estradosso del volume ipogeo esistente, ora raccordandosi gradualmente al contorno esistente, ora scavando lievemente (15/20 cm) una fascia centrale, quasi a identificare un ideale “grande cortile con ninfeo” del livello archeologico sottostante.

La sistemazione attuale presenta un assetto molto compromesso a causa dell’assenza di regolari opere di manutenzione, per cui ben poco si legge del disegno originario del parco. La sistemazione superficiale di progetto, proprio per l’impossibilità di ricreare un effetto naturalistico con essenze arboree significative, è stato ipotizzato come un giardino ornamentale con finalità didattiche ed evocative, si potrebbe definire un’attualizzazione dei giardini all’italiana, con essenze geometrizzate con interventi di arte topiaria.

Nella riconfigurazione trovano una collocazione, architettonicamente ordinata e coordinata la memoria, astratta e stilizzata, delle murature costituenti gli spazi della Domus Aurea. Il disegno superiore dei percorsi, delle sistemazioni a verde e degli arredi integrati (panche-lucernai-muri verdi) riprende in astratto la logica distributiva  dei vani della Domus Aurea, creando una concatenazione di spazi all’aperto. Alcuni sono solo percettivi con verde tappezzante policromo. Altri sono luoghi di sosta, quali la piazzetta pavimentata sulla copertura del vano ipogeo e l’ambito circostante il lucernaio ottagonale. Altri ancora sono da fruire dinamicamente, come il percorso di margine a nord, pensato come una passeggiata con supporti per reperti e pannelli didattico illustrativi inseriti nei muri verdi. Nel progetto si è posta grande attenzione a migliorare gli spazi di permanenza e di percorso dei pedoni, attrezzando queste aree con arredi fissi (panchine, cestini, muri di verde e strutture per supporti didattici).

La sistemazione dell’area sarà prevalentemente a prato, con manto erboso costituto da macroterme, in quanto altamente resistenti al calpestio e alla siccità, da arbusti bassi tappezzanti e da essenze odorose e rampicanti sulle strutture a cavo dei muri verdi. ( Si vedano le specifiche schede allegate)

L’area pedonalizzata sarà caratterizzata da piccoli elementi d’arredo (fontana, panchine) che grazie ai muri verdi e ai pergolati renderanno confortevole l’attesa e forniranno un’immagine a uno spazio verde che, in assenza di alberature, risulterebbe senza alcuna qualità.

Per consentire l’accesso al parco anche agli utenti con difficoltà motoria, agli anziani, ai bambini in carrozzina, il giardino è stata previsto totalmente in piano con raccordi alle quote preesistenti tramite una serie di brevi scivoli, con pendenza idonea (inferiore all’8%).

Nelle zone pedonali i diversi tipi di pavimentazione sono stati scelti in modo da creare una modulazione graduale dal sistema più organizzato e geometrizzato fino all’immagine naturalistica del contesto attuale.

Sono stati previsti:

Pavimentazioni in ghiaietto e terreno stabilizzato drenante, ora con soluzione unitaria, ora con ricorsi geometrici e cigli in travertino e/o pietra (peperino);

pavimentazioni in lastre di travertino con ricorsi in pietra (peperino), limitatamente al solaio del vano ipogeo esistente;

La definizione delle aree verdi è essenziale (risolta con prato e siepi) e risponde al criterio generale di valorizzazione e di diversificazione per ambiti.

IMPIANTI

Il progetto prevede un impianto di innaffiamento per il primo lotto che tiene conto delle  successive fasi: si è previsto un impianto modulare integrabile, comandato da una centralina con elettrovalvole che sezionano i diversi ambiti e le diverse tipologie di dispersore:

  • per irrigazione dinamica a getti brevi incrociati per aree con verde tappezzante non calpestabile
  • a scomparsa per aree a prato
  • a goccia per muri verdi e siepi di bosso

Nel primo lotto si è previsto l’allacciamento diretto alla rete idrica pubblica;  per la seconda fase si è previsto un serbatoio di accumulo, con recupero dell’acqua della fontana prevista nell’ambito del grande cortile e del ninfeo, oltre che l’allacciamento diretto alla rete idrica pubblica. Il serbatoio interrato di vetroresina, da realizzarsi nel secondo lotto, è stato previsto con capacità di 200 litri. I tubi di sub-irrigazione saranno in polietilene posti a 15/20 cm di profondità.

Anche il progetto dell’impianto elettrico del primo lotto tiene conto delle successive fasi: si è previsto un quadro modulare e integrabile e la predisposizione dei cavidotti per le successive espansioni.

Il progetto prevede un impianto d’illuminazione pubblica razionale e perfettamente integrabile. Mediante l’adozione di diverse sorgenti luminose, che consentono di limitare i consumi di energia elettrica e allo stesso momento di elevata efficienza luminosa, si ottengono effetti variati da ambito ad ambito.

Le sorgenti prescelte sono:

  • agli allugenuri metallici o sodio ( come indicato nel progetto dell’arch. Fallani) per l’illuminazione indiretta di parabole arcuate su stelo, collocate negli spazi aperti pavimentati (luogo d’incontro statico).
  • a luce diretta  con lampade fluorescenti compatte per i corpi illuminanti posti in basso e con funzione di valorizzazione dei percorsi pedonali.
  • a led con luce diffusa per i corpi illuminanti inseriti all’interno dei lucernai in policarbonato in modo da ottenere un effetto opalescente.
  • Il progetto consente di ottenere un buon comfort luminoso, ridurre i fenomeni di abbagliamento, creare una buona uniformità luminosa.

Attraverso l’analisi dell’area è stata progettato il sostegno integrato con gli elementi di arredo, inoltre è stata studiata la disposizione dei punti luce e la interdistanza, la potenza necessaria della lampada e l’ottica della armatura. E’ previsto l’impiego di armature del tipo cut-off per evitare la dispersione del flusso luminoso verso l’alto e contenere il fenomeno dell’inquinamento luminoso.

Data l’adozione di apparecchiature in classe II di isolamento non sarà necessario costruire l’impianto di terra. Le derivazioni tra il cavo primario e l’alimentazione dedicata ai singoli punti luce sarà in muffola termorestringente collocata in un pozzetto con chiusino in ghisa posto ai piedi di ciascun punto luce, per garantire una migliore ed immediata manutenzione in caso di guasto. Il nuovo impianto è derivato da quello attualmente in esercizio

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